Messaggio delle 18:47:
“Ciao Alberto, se non hai già impegni domani mattina ore 9 panino con salame alla piastra in cantiere. Buona serata”
Il sequel era nell’aria, e promette bene.
D’altra parte, come in tutte le saghe che si rispettino, il primo episodio già lanciava un “to be continued”, sotto forma di disposizione del sottoscritto cse (rigorosamente ai sensi dell’art. 92, comma 2, lettera “c”, D.Lgs. 81/08).
Nella puntata precedente infatti un sopralluogo mattutino rilevava incontrovertibili tracce fumanti di una recente abbuffata a base di salsicce e rape, da cui la perentoria raccomandazione: “La prossima volta avvisatemi prima”.
Eccoci allora alle 9.00 in punto, al solito piano della solita palazzina in costruzione, in compagnia della temporanea e mobile popolazione locale, ad ispezionare un’inedita lavorazione con tanto di attrezzatura dedicata (a proposito, devo ricordarmi di controllare se c’è nel POS): la piastra elettrica grill, alimentata nientemeno che dall’impianto di cantiere, i cui elettroni, si narra, garantiscono igiene alimentare ed esaltano i sapori.

Bancali di salame ai ferri dunque, ma anche sacchi di pagnotte, mattoncini di formaggi, fusti di cetrioli e peperoncini e taniche di caffè (Eh? Scusa, puoi ripetere? Se c’era vino? Ma che domande sono?)
Il tutto in modalità self-delivering e show-cooking con open terrace sulla città e sulla cornice di colli.

“Na volta a fine lavori se faxea la zanzèga”
“Se gà persa l’abitudine purtroppo”
“Adesso tocca rangiarse in corso d’opera”
“Comunque lo spisal xè pasà qualche giorno fa”
“Hanno assaggiato?”
“No, la cucina no gera de turno “
“Se podaria invitarli la prossima volta”
“E anca l’ispetorato”
“Ghe voria un coordinamento”
Finalmente!
Era dal 1996 che si attendeva un’interpretazione autentica, convincente ed ecumenica sull’utilità del coordinamento in cantiere.
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POSTFAZIONE
In foto: chef, direttore di sala e maître
Provate ad associare ciascun addetto alla relativa mansione
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