Tre anatre e un pesce

Oggi la Risarola si è spenta. Un lento affievolirsi della corrente, un graduale riemergere dell’alveo, prima i piedi degli argini, poi via via isole e penisole di fondale, ed oggi si è fermata del tutto. Com’era successo nell’estate di diciannove anni fa, quella volta che incontrai le tre anatre e il pesce. Come non eraContinua a leggere “Tre anatre e un pesce”

Bruno e il cane che salì sul Mulaz

“Com’è il sentiero? Possono farlo anche i comuni mortali?”“Ma sì, cosa vuoi che sia. Andate, è un bel giro. No come i soliti giretti che fate voi.”“Proprio fin su in cima in cima, a 2.900? Non è per montanari esperti?”“Ma no, figurati. Una passeggiata per tutti. Ascolta, poco dopo il passo Mulaz invece di scendereContinua a leggere “Bruno e il cane che salì sul Mulaz”

“Uèè, iuvenes”

“Uè” risponde al telefono la donna sulla soglia nella bottega. Altrove sarebbe “Pronto” oppure “Hello” o magari “Allô”. Qui, alla porta del negozio di profumi affacciato su Corso Garibaldi, basta “Uè”, asciutto e squillante, con una sola “e” accentata forte. Un suono che apre la conversazione come una parentesi, e il silenzio che segue èContinua a leggere ““Uèè, iuvenes””

La me diga

“È questa la diga?” chiedo in parcheggio all’uomo che, bici e sporta alla mano, sta tornando dalla spiaggia. “Ciò, a xè questa a me diga” risponde lui, con l’orgoglio del padrone di casa e con la diffidenza di chi non si aspetta di incontrare forestieri. Ringrazio, saluto con sobria cortesia e mi incammino verso ilContinua a leggere “La me diga”

In un mondo diverso

Lo incontro le prime volte ai corsi di formazione, parecchio tempo fa. Lunghi pomeriggi e intere mattinate, a volte di sabato, a parlare di sicurezza e salute nel lavoro. Perché bisogna. Perché è importante. Perché serve l’attestato. Faccio il possibile per ingaggiare, animare, coinvolgere, spesso funziona, spesso non funziona. Gli sguardi sventagliano dall’assonnato assente alContinua a leggere “In un mondo diverso”

Un sorriso con la Basilica

“Ciò, vecio, mi digo che podemo farghea.”“Oh capo, sarà fadiga, ma me digo anca mi.” “Io dico che possiamo farcela.”“Non sarà facile, ma lo penso anch’io.” Vicenza, Contrà Porti, nel mezzo di un pomeriggio di metà marzo, più inizio primavera che fine inverno. Siamo nell’anno 1 D.C. (sì, Dopo Covid).La conversazione corre di traverso allaContinua a leggere “Un sorriso con la Basilica”

Ultimo giorno di Scuola

Ieri è stato, in un certo senso, il mio ultimo giorno di scuola.Si è conclusa, insieme ad un anno speciale, un’avventura speciale iniziata una sera del 2008, durante una sparuta assemblea dei genitori dell’asilo, ops… scuola dell’infanzia, a cui partecipavo come papà con una figlia nei piccoli, allora treenne.Un’avventura iniziata come spesso iniziano le avventureContinua a leggere “Ultimo giorno di Scuola”

Quando Paolo Rossi tirò giù il Brasile e la veranda

Se stendo la mano con il palmo verso il basso, posso ancora sentire il contatto con la superficie ruvida della gradinata, la graniglia in rilievo che lasciava per un po’ i puntini rossi sulla pelle. Le ruote delle macchinine grattavano sul gradone scabro, con saltelli intermittenti e con un rumore stridulo che però non arrivavaContinua a leggere “Quando Paolo Rossi tirò giù il Brasile e la veranda”

A caccia di risposte

Il rumore e gli schizzi arrivano insieme, e infrangono il tramonto. Il colpo secco e vicino, troppo vicino nella percezione istintiva, ristagna poi nell’aria per qualche secondo. Gli schizzi frantumano lo specchio placido della roggia, saltellano, ricadono e si perdono in una tenue diaspora di piccole onde. A cosa abbia sparato il cacciatore, a pocheContinua a leggere “A caccia di risposte”