La Mostra del Cinema

La prima volta che vi misi piede, e occhi, era l’agosto del 1996 e mi colpirono anzitutto due cose.
La prima è che fosse accessibile, che non fosse quella bolla sigillata e riservata, visibile solo alla tv, ma che tutti, anche profani e non addetti ai lavori, potessero tuffarsi dentro, che bastasse un biglietto per entrare in sala insieme a registi, attori, produttori e guardarsi il film al loro fianco, e alla fine applaudirli, o assistere ai fischi.
La seconda è che, una volta dentro, eri un po’ ovunque, in giro per il mondo, a zonzo tra culture e storie, in un cocktail linguistico di voci e sottotitoli, tra svariati e avvolgenti punti di vista. Come affacciarsi ad un balcone che si apre su tanti paesaggi diversi, raccontati da chi ci vive. Come un viaggio fatto di tanti viaggi, senza andare lontano.
Oggi, dopo 23 anni, la prima non mi colpisce più e la seconda continua ad accompagnarmi, puntuale, coinvolgente, estraniante.
In fondo ci sono molti balconi accessibili, a cui vale la pena affacciarsi, basta saperlo e volerlo, e molti viaggi che vale la pena fare, anche senza andare lontano da casa.
La Mostra del Cinema è uno.

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

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