Children for future – 2

Si possono coltivare, per lo più legittimamente (ma non sempre), le più diverse interpretazioni sulla tutela ambientale, sul riscaldamento globale e sulla qualità della vita, sul consumo e sulla distribuzione delle risorse, sui costi sociali ed economici delle scelte possibili, sull’affidabilità delle fonti e della comunicazione, però…

Però quando ti trovi a parlarne davanti una platea di 150 bambini dai 3 ai 5 anni, che reagiscono (altroché!) ad ogni stimolo, che fanno “OOOHHH” per l’acqua trasparente che esce dal depuratore (anzi “piscina degli scarichi scuri”) e per l’aria pulita che esce dallo scrubber (anzi “doccia del fumo sporco”), che guardano “immagati” un video sulle nuove frontiere dell’ingegneria, che si indignano per una bottiglia di plastica a terra e poi corrono in cortile a fare il gioco della raccolta differenziata, beh, almeno due cose diventano evidenti:

1) si può fare molto per il futuro;

2) i giovani, e i bambini, non bisogna lasciarli fuori, anche perché loro, con o senza i cosiddetti grandi, ci sono già dentro.

Riporto da un post del Polo dell’Infanzia di Brendola (www.poloinfanzia.it) del 27/09/19:

Visto che non abbiamo un Pianeta B, continua il lavoro del Polo dell’Infanzia per prendersi cura del Pianeta A.
Oggi abbiamo viaggiato con i bambini nel mondo dell’ingegneria e della tecnologia, per arrivare alla tutela ambientale e in particolare al riciclo dei rifiuti ♻️
Dove va a finire una bottiglia usata se la getto per terra al parco giochi?
E dove va a finire la stessa bottiglia se la metto nel cestino giusto?
Nel primo caso la perdiamo nell’erba, poi nei fiumi e infine in mare, dove forma isole di plastica e magari viene mangiata da una sfortunata tartaruga.
Nel secondo caso fa un lungo, avvincente percorso, attraverso camion, piazzali, presse compattatrici, impianti di macinazione e lavaggio, macchine per stampaggio per tornare da noi, come nuova e ancora utile.

Per accompagnarci in questo viaggio è tornato oggi un personaggio ormai noto ai nostri bambini, l’ingegnere  abbigliato da impianto chimico (Alberto).
E, alla fine, tutti fuori ad esercitarsi: oggi i bambini hanno trovato il cortile pieno di cartacce, pezzi di plastica e altri rifiuti e, con calma, consultandosi tra loro e con le insegnanti, hanno ripulito tutto, mettendo ogni materiale nel contenitore giusto.
C’è sempre una risposta, a volerla vedere, quando ci chiediamo “Possiamo fare qualcosa anche noi?”

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

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