Una passeggiata su Roma

Una passeggiata su Roma è, anche, un’avvincente esperienza antropologica, una ricca, dinamica esposizione di tipi umani, che prende forma da sola, passo dopo passo, incontro per incontro. Sì, è vero, questo vale, più o meno, per qualsiasi grande città. Il fatto è che a Roma i tipi umani non solo li incontri, ma li trovi accuratamente catalogati. La postura, il passo, lo sguardo, i tempi sono come etichette appiccicate su una teca invisibile: li vedi e subito li riconosci.
C’è quello che ti guarda da lontano, sul marciapiede di Via Nazionale, e tu sai già che ti fermerà per proporti qualcosa. Ha uno sguardo cordiale e magnetico, appiccicoso, che ti inchioda al dilemma: fingo di non vederlo sapendo che lui sa che sto fingendo, oppure lo assecondo e cortesemente lo schivo?
In Piazza di Spagna c’è quello che incede e volteggia con passo da sfilata, da solo o in coppia, sosta davanti alle vetrine perché le vetrine lo vedano, parla e ascolta così che qualcuno gli parli e lo ascolti, e se attorno fosse deserto lui svanirebbe.
In Piazza del Popolo c’è quello che scivola lento sui sempiterni sampietrini, con lo sguardo elevato sopra le teste della gente e venato di una fierezza senza tempo, conscio di appartenere alla città eterna e propenso a misurare col metro dell’eternità le piccolezze dei comuni mortali.
Nei Giardini di Villa Borghese c’è il ragazzo in età di scuola, nato e cresciuto nella capitale, che non ti guarda ma ti vede, che non gliene frega niente ma gli frega un sacco, quello che “non c’ho nulla da chiede’ perché so tutto, ma nun me chiede’ nulla che nun te vojo risponde’”.
In Via del Corso c’è quello che sembra un parlamentare, e lo è davvero, e disserta austero con i suoi pari mentre attraversa distratto un mondo di cui tiene salde le redini. E c’è pure quell’altro che sembra un parlamentare, ed evidentemente non lo è ma gli basta sembrarlo: se ne gode l’immagine per la strada senza prendersene i grattacapi, e non farebbe a cambio.
Nella Piazza davanti al Pantheon c’è quello che sorride con l’aria gioviale, e mentre ti avvicini sembra che si aspetti una domanda, giusto per poter essere d’aiuto, e tu lo saluti soltanto, e lui ricambia, anche se è evidente che è deluso, un saluto non gli basta, lui può fare di più, ma non importa: tu sai che se ripasserai domani, o tra 20 anni, lui sarà lì a disposizione, e sorridente.
In Piazza Navona c’è quello che garantisce l’ordine cosmico, presidiando il nastro colorato che, sullo sfondo di palazzi e fontane, delimita i varchi di accesso pedonale, rigorosamente a senso unico, uno solo per entrare e uno solo per uscire. Egli vigila e ammaestra, con voce perentoria, i flussi pedestri: a dispetto delle apparenze, lui sa che, se qualcuno malauguratamente imboccasse il verso sbagliato, l’intero sistema potrebbe perdere il suo labile stato di equilibrio.
In Campo dei Fiori c’è quello che ti fissa tra le bancarelle, immobile, serio, come se tu avessi oltrepassato il suo recinto invisibile e stessi calpestando il suo orto, e ti aspetti che da un momento all’altro ti venga vicino per farsi giustizia, e invece all’improvviso distoglie lo sguardo e ti chiedi se ti avesse mai guardato davvero.
E poi c’è quello che fa la raccolta differenziata autarchica in via Cavour, tra il Colosseo e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Si accomoda a fianco del cassonetto, estrae un sacchetto alla volta, lo apre, seleziona ciò che gli interessa e il resto per terra. Metodico, concentrato, professionale, anche nell’abbigliamento: mica stracciato, piuttosto sportivo-informale. Ci si aspetterebbe che, su richiesta, sia in grado di esibire un tesserino da “selezionatore in conto proprio”, completo di P.IVA. Ora non so dire se la quota di scarto, a fine sessione, venga rimessa nel cassonetto: come gran parte dei professionisti, presumo che non ami essere osservato a lungo mentre lavora.
Al di là di questo e di molto altro, anzi anche per questo e per molto altro, Roma è spietatamente bella.

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

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