Barba e Alvise di ritorno dalla Croazia

Agosto 2020, tarda mattinata, da qualche parte nel Terzo Bacino: in mezzo al canneto viene intercettata una chiacchierata tra gabbiani, in lingua originale (in coda sottotitoli in italiano**).
I gabbiani sono due, originari di Pellestrina e già noti alle autorità.
“Dal vero, Alvise, no go mia capio parchè i se imucia tuti su par la riva de là del mar… ghe piase proprio sbregarse i piè sui pieroti slavi pitosto de star de qua sul sabion nostran?”
“Barba, a parte che lori ghe piase imuciarse sempre e dapartuto, ma… dal bon no te ghè ancora capio? Te gò anca menà de là in Croassia a darghe un’ocio!”
“Ghesboro, Alvise, i xè sta in gabia par mesi, i ris-cia ancora la pele pal virus, i cria che no i gà petachini, ma a mi i me par solo rincojonii”.
“Scolta, lori no ghe piaxe mia pensar, lori ghe piase straviarse fora. E de là del mar i se sente pì fora, i và par sfogarse. Ti te ragioni da gabiàn, ma i omini i ga i so istinti, co i va in boreso no tei tien mia. Te i ghe visti i grandi che se brustolava al sole e i cei che girava da soli, a s-ciapi, e te ghe visti i cei pì grandeti sderenai de spris e spuaci!”
“Poareti, asemoli fare va’. Dopo i torna casa e i par mati par farse tamponare. Na volta se uno vegnea tamponà el tirava xò santi e madone.”
“Craaaaa, craa. A te me fe morir, Barba”
“Speta, mia finia: na volta i se perdea drio el balon e le sagre, desso i par mati par decreti, ordinanse e conferense stampa.”
“Tasi va là. La gheto vista l’ordinansa co l’elenco dei stati foresti da cui se pol entrar liberamente in Veneto? Oh, Barba, par cueo ghe xè anca l’Italia in elenco, smisià dentro tra Islanda e Liechtenstein!”
“Viva el leon! Poareto anca quelo…”
“Ciò Barba, ma parchè gheto vosuo tornar par teraferma daa Croassia? Podeimo mia traversar el mar come all’andata?”
“No caro, par mare i te vede da lontan e no te ghe scapi. Par teraferma invese te cati sempre dò canne o un’albera par scondarse.”
“Scondarse? E parchè dovarisimo scondarse, ciò?”
“Seto ti? Metti che de boto salta fora l’ultimo so-tuto-mi e dà colpa ai gabiani. O che i se incaponise de far el tampon a tuti quei che torna zolando. Seto ti cossa che i se inventa sti qua?”
“Ostregheta, beco serà e su coe rece. Però ndemo desso, che go pressa de tornar a Pelestrina. Vojo vedare se i me gà acetà la domanda.”
“Quala domanda, Alvise?”
” El bonus, no? Sta primavera ghemo o no ghemo perso gran parte del nostro lavoro? Ghe gera nessun in giro da schitarghe in testa, vuto che i me daga mia anca a mi sti marsi de siesento euro?”
Fruscio di canne e volano via, a craaaaa craa alterni, bassa quota, direzione laguna.

** Sottotitoli ufficiali, versione autorizzata dal tavolo permanente tra Ministero del Salto di Specie, parti sociali e Pulizia di Frontiera:
“Davvero, Alvise, non ho ancora capito perché si assembrino sull’altra sponda dell’Adriatico. Amano forse ferirsi sugli scogli croati piuttosto che godersi la sabbia veneta?”
“Barba, premesso che a loro piace assembrarsi sempre e ovunque, davvero non hai ancora capito? Ti ho anche portato in Croazia a controllare”.
“Accidenti, Alvise, sono stati in lockdown per mesi, rischiano ancora la salute, lamentano di essere senza soldi, ma a me sembrano solo spaesati.”
“Senti, a loro non piace ragionare, a loro piace svagarsi. Così vanno all’estero e si sfogano. Tu ragioni da gabbiano, ma gli uomini hanno i loro istinti, quando sale loro la smania non si contengono. Hai visto coi tuoi occhi gli adulti rilassarsi al sole e i bambini abbandonati a branchi, e i ragazzi spassarsela tra aperitivi e droplet!”
“Lasciamoli fare, poveretti. Poi vengono a casa e non vedono l’ora di farsi tamponare. Una volta se uno veniva tamponato non era per nulla contento”.
“Mi fai ridere assai, Barba.”
“E non è finita: una volta andavano matti per il calcio e per le feste paesane, adesso si dilettano con decreti, ordinanze e conferenze stampa.”
“È vero. Hai visto l’ordinanza con l’elenco degli Stati esteri da cui si può entrare liberamente in Veneto? Per fortuna c’è anche l’Italia nell’elenco, tra Islanda e Liechtenstein.”
“Bene.”
“Senti Barba, perché hai voluto fare il tragitto sopra la terra per tornare? Non potevamo rifare quello sopra il mare come all’andata?”
“Eh no! Per mare ti vedono da remoto e non puoi scappare. Per terra si trova sempre un canneto o una pianta per nascondersi.”
“Nascondersi? E perché mai?”
“Non si sa mai. Metti che arriva l’ultimo esperto e dice che il virus è trasmesso dai gabbiani. O metti che si fissano di applicare indiscriminatamente il tampone a qualsiasi rientro per via aerea.”
“Vero, becco chiuso e stiamo attenti. Però adesso andiamo, ho fretta di tornare a Pellestrina. Voglio vedere se mi hanno accettato la domanda.”
“Che domanda, Alvise?”
“La domanda del bonus. La scorsa primavera anche noi abbiamo avuto una rilevante contrazione del giro d’affari, vuoi che non spetti anche a me il sussidio di 600 euro?”

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

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