4 + 4 può fare 16, e anche 2030

Il mio primo mandato nel Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vicenza volge al termine.

Tempo quindi di bilanci e di scelte.

Il bilancio è ricco, pieno di voci quantitative e qualitative, declinate tra gli schemi delle funzioni istituzionali e gli orizzonti senza confini dell’ingegneria.

Volendo scegliere solo 5 dei tanti (davvero tanti) momenti che caratterizzano l’esperienza, ecco cosa mi viene in mente.

La prima seduta di Consiglio, ormai 4 anni fa. L’esordio orgoglioso e rispettoso al tavolo della sala più autorevole nella nostra sede, con quella forma a punta di freccia orientata verso il mondo esterno, attraverso una finestra su cui il logo dell’Ordine, visto da dentro, può sembrare rovescio mentre invece indica l’esatta direzione a cui guardare.

I 100 anni dell’Albo degli Ingegneri Italiani, un venerdì di giugno 2023. La percezione luminosa (non solo per il sole che splendeva quella mattina su Roma) della dimensione storica e geografica in cui si colloca la rappresentanza professionale, del valore di un presidio territoriale inserito in un sistema nazionale.

Un pomeriggio di ottobre 2024 dedicato all’ingegneria veneta, nella meraviglia della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. Un luogo di avvolgente bellezza per raccontare in chiave regionale il ruolo della professione nel territorio e nella società. Un’ottica, quella interprovinciale e magari interregionale, da coltivare su autentiche e condivise fondamenta di progettualità, rappresentatività, rispetto reciproco e comune interesse.

Il clima di umanità che si respirava durante il nostro recente convegno su ingegneria, sport e inclusione. Un incontro di conoscenze, esigenze, tecnologie ed emozioni capace di generare un vero senso di partecipazione. Citando una collega presente, “ha aperto anche il cuore”: se l’Ordine può fare questo, può fare qualsiasi cosa.

Una tra le tante chiacchierate coi colleghi ai moltissimi eventi formativi in presenza, nella nostra sala conferenze che è spazio vivo di trattazioni, sfide e confronti. Chi apprezza, chi ha sempre una critica, chi c’è spesso e chi di rado, chi si trattiene sorridendo e chi sfila silenzioso, chi vede l’insieme e chi il dettaglio. Tutti accumunati dall’appartenenza ad un ente pubblico che si chiama Ordine degli Ingegneri.

A questo punto, dopo 4 anni impegnativi e altrettanto stimolanti, la scelta viene naturale, ed è di confermare la disponibilità per un secondo mandato, alla guida di una squadra motivata e affiatata che si prepara da mesi e che aggrega consiglieri uscenti e new entry, per continuare il rinnovamento, per rinnovare la continuità.

Con l’idea che aggiungere altri 4 anni possa dare uno slancio moltiplicativo, e condurre con responsabile e concreta consapevolezza al fatidico 2030.

In fondo, come in molti casi, anche per il segno + basta cambiare appena il punto di vista, diciamo di 45°, e si aprono nuove, invitanti prospettive.

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

Lascia un commento