Per ogni sguardo che, negli azzurri di fine dicembre, s’interroga su cosa ci sia laggiù oltre il mare c’è uno sguardo che da oltre il mare si interroga su cosa ci sia quaggiù. Per ogni pontile proteso sulla riva danese ad accorciare di qualche passo la distanza dalla Svezia c’è un molo che si allungaContinua a leggere “Pontile”
Archivi dell'autore:Alberto Vicentin
Aprite alle farfalle
Ogni scuola ha una sua voce, a volerla ascoltare. Un bisbiglio che attende dietro l’angolo del corridoio, uno strepito che sale dal salone, un chiacchiericcio che serpeggia nella mensa, un coro che pulsa in un’aula. Ogni scuola ha una voce tutta sua, tipica e unica, che racconta le storie e le persone, che prende formaContinua a leggere “Aprite alle farfalle”
Menu di cantiere – Part two (La piastra colpisce ancora)
Messaggio delle 18:47: “Ciao Alberto, se non hai già impegni domani mattina ore 9 panino con salame alla piastra in cantiere. Buona serata” Il sequel era nell’aria, e promette bene. D’altra parte, come in tutte le saghe che si rispettino, il primo episodio già lanciava un “to be continued”, sotto forma di disposizione del sottoscrittoContinua a leggere “Menu di cantiere – Part two (La piastra colpisce ancora)”
Menu di cantiere
Oggi al cantiere c’erano panini con salsicce e rape, e me li sono persi per poco.D’altra parte non era previsto nel gantt e nemmeno nei POS. Alla partenza il termometro dava -5° C, retaggio di una notte di gennaio stemperata appena dal cielo ciano e dal sole albino del primo mattino. Mica roba da picnicContinua a leggere “Menu di cantiere”
LA VIA DEL 626
Finalmente ho trovato dove mandare il prossimo che chiama in Studio perché ha sentito del nuovo decreto sulla sicurezza (“Quale nuovo decreto?” “Ma sì, quello là, me l’ha detto il commercialista” “Intende forse l’81, che c’è ormai da sedic’anni?” “No no, quell’altro, con tutte le carte da fare” “Guardi, cerchiamo di fare ordine…” “Ah si,Continua a leggere “LA VIA DEL 626”
Se tutti fossimo più intelligenti – Parte 1
Siamo ai titoli di coda, e il cantiere sembra rimettersi in carreggiata. È a questo punto che, uscendo, il referente di un’impesa mi passa vicino e mi dice, a bassa voce: “Comunque… se tutti fossimo più intelligenti, eviteremmo di perdere tempo”. Non mi capita spesso di restare senza parole, ma stavolta capita. Perché, in unContinua a leggere “Se tutti fossimo più intelligenti – Parte 1”
La consonante tra “near miss” e “real miss”
Una “n”, con quella seconda gambetta flessa che si conficca nella riga, come trattenuta lì in tensione da un gancio ma elastica, all’erta, pronta a scattare su dritta e diventare una “l”. Forse cambia meno di una consonante . Ci pensavo in questi giorni, ad un anno dai tre centimetri che mi criccarono il malleolo.Continua a leggere “La consonante tra “near miss” e “real miss””
Par ogni curioso ghe vole on busiero
Partiamo dalla fine, da quella parola adesiva che ti prende e ti intrufola nei meandri del discorso, con un gancio secco, detonante (BÙ), e poi un subdolo, sibilante accompagno (SSIEEERO) che può arrivare ovunque, nelle lascive deviazioni della verità così come nelle solide necessità della finzione. E già questo basterebbe per seppellire decadi di strumentiContinua a leggere “Par ogni curioso ghe vole on busiero”
I gatti IRAI
Li chiameremo IRAI, e sono due gatti. Li incontriamo una mattina di inizio primavera, in un sopralluogo per la valutazione del rischio d’incendio. Giriamo per lo stabilimento a contar bancali, ponderare carichi d’incendio, esplorare vie d’esodo e interrogarci sull’effettiva necessità di reti idranti e sistemi di rivelazione. Arriviamo in un magazzino telonato, addossato all’edificio principale,Continua a leggere “I gatti IRAI”
Un 28 dicembre
Che poi vale per tutti quella faccenda di sentirsi al centro del mondo, ripensava Jean-Louis traccheggiando sul marciapiede di Rue Halevy. Anche qui, in mezzo ad una folla che quasi mi travolge, alla fine non ho che il mio punto di vista, il mio centro del mondo, pensava mentre Anne ancora una volta gli eraContinua a leggere “Un 28 dicembre”