Parole che piacciono a tutti

Ci sono parole che, a prima vista, mettono tutti d’accordo. Parole come solidarietà, giustizia, rispetto, accoglienza, comunità, volontariato. Si và sul sicuro, sono di uso comune, richiamano valori universali e ricorrono nei contesti più eterogenei, dalle scuole alle chiese, dalle associazioni alle piazze alle conversazioni in casa, dalla politica internazionale alle amministrazioni locali. Si potrebbe dire che riuniscono gli estremi opposti.
Parole che ricorrono e si rincorrono sempre, ancor più nel periodo natalizio, in cui, tradizionalmente, “siamo tutti più buoni”.
La forza di queste parole è che, appunto, piacciono a tutti.
La debolezza di queste parole è che, appunto, piacciono a tutti.
Ma proprio a tutti.
Persone che, nei pensieri e nelle azioni, sembrerebbero agli antipodi, persone che un attimo dopo litigheranno su cosa sia giusto e solidale e rispettoso, persone che sopra quei valori universali costruiscono le più variegate, e spesso contrapposte, interpretazioni.
Allora un dubbio si fa strada: certo, sono parole buone che a prima vista mettono tutti d’accordo, ma siamo proprio sicuri che abbiano per tutti lo stesso significato?
Siamo sicuri che abbiano per tutti la stessa dimensione?

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

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