Mercanti di tamponi

Proviamo a fare un esempio.

Hai bisogno di un’auto, hai un’idea di marca e modello ma soprattutto hai una certa fretta. Vai dal concessionario di fiducia, quello che da sempre segue te e la tua famiglia e che regolarmente ti fa tagliandi, riparazioni e manutenzioni. Ti dicono che va bene, ci si organizza, ma che in questo momento c’è molta richiesta e, per fare le cose per bene, serve qualche settimana. Il tempo di prendere accordi, preparare il veicolo, verificare le dotazioni, sistemare le carte e metterti al volante.

Tu però hai tanta fretta e ti guardi intorno. Attraversi la strada e vai dall’altro concessionario, quello di fronte, con l’insegna grande e luminosa, con le offerte speciali in vetrina e le caramelle sul bancone della reception.

Lì ti dicono che va bene, si può fare, magari costa un po’ di più ma domani sarai al volante. Ci pensi un attimo… ma sì, dai, questi sono veloci, paghi qualcosa in più magari ma capisci subito, dall’insegna scintillante e dai dolcetti di benvenuto, che ci sanno fare.

Così combini l’acquisto, firmi e il giorno dopo vai a prendere l’auto.

Eccola lì, pronta, lustra, profumata. Tutto a posto, un affarone.

A quel punto, quasi te n’eri dimenticato, si tratta di sistemare quei piccoli dettagli noiosi, ma che sarà mai?

Chiedi per la garanzia ed i tagliandi. Ti dicono che sì, sono 2 anni di copertura ma loro non possono firmartela, che i tagliandi a pagamento devi sempre farli da loro, però se ci sono interventi in garanzia non li fanno loro, devi andare dall’altro concessionario, quello là di fronte, e se ne occupa lui.

Chiedi il libretto ed i documenti di immatricolazione. Ti dicono che sì, sono solo carte e firme, non ci sono problemi, però loro non le fanno, bisogna avere un rapporto fiduciario consolidato per queste formalità, quindi devi rivolgerti all’altro concessionario, quello là di fronte, e se ne occupa lui.

Cominci a preoccuparti, e allora aguzzi gli occhi. Controlli pneumatici, volante, fanali e vai sul retro a vedere se c’è la ruota di scorta, ma prima di aprire il portellone ti accorgi che manca la targa. Ti dicono che sì, è solo un rettangolo di plastica con dei segni sopra, la macchina funziona anche senza ma se proprio la vuoi devi attraversare la strada e chiedere all’altro concessionario, quello là di fronte, e se ne occupa lui.

Tu allora attraversi la strada, pensando che siano già d’accordo, spieghi la situazione a quelli del tuo vecchio concessionario di fiducia e loro ti sgranano gli occhi, ti dicono che non funziona così, che se uno ti vende l’auto deve occuparsi di tutto, anche delle pratiche, della targa, delle firme e degli interventi in garanzia.

Tu cominci a vacillare, e anche un po’ a incazzarti. Riattraversi la strada, torni dal concessionario scaltro, con l’insegna psichedelica e le pasticche all’ingresso, e riferisci le obiezioni del concorrente. Ti dicono che è una vergogna, che quello di là della strada è un incapace, che inventa problemi inesistenti per ostacolare i loro affari.

Ecco, immaginiamo di trasferire questo esempio al fiorente mercato dei test antigenici covid-19, meglio noti come tamponi rapidi. Immaginiamo che un nostro cliente storico abbia fretta di fare uno screening per i propri dipendenti, ci chieda i tempi del servizio e poi, guardandosi legittimamente intorno, trovi un’altra struttura che, oltre all’insegna policroma e ai dolciumi di cortesia, offra tutto subito. Il cliente ci prende dentro, siamo pur in pandemia e… la salute prima di tutto. Avanti quindi con i tamponi rapidi, solo che, al momento di ricevere gli esiti, la struttura celere dice al cliente che loro non possono dare i referti ai dipendenti, che i referti devono essere validati e firmati dagli altri, quelli storici, che tocca agli altri prendersene la responsabilità e consegnarli ai pazienti, e che se gli altri fanno obiezioni è solo perché sono incapaci e fanno ostruzionismo.

Ma torniamo un attimo in concessionario, quello con l’insegna irresistibile e gli stuzzichini zuccherati, perché ti resta un’ultima domanda da fare al venditore scaltro. Gli chiedi se anche per il pagamento devi attraversare la strada e rivolgerti all’altro concessionario, quello là di fronte. Lui apre un sorriso smagliante e ti rassicura subito: “Ma si figuri, i pagamenti può farli tutti comodamente qui da noi. Al vostro servizio, per qualsiasi cosa, brillanti come l’insegna, dolci come i bonbon e rapidi come i tamponi.”

Pubblicato da Alberto Vicentin

Dal 1972 (cioè dall'inizio) residente a Brendola, nella provincia vicentina. Ingegnere chimico, consulente ambientale, giornalista pubblicista e... mi piace scrivere (www.spuntidivista.blog)

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