La lontra che non c’è

Da queste parti la lontra s’incontra spesso. All’ingresso di un palazzo antico che ospita un museo, nell’insegna di una trattoria e sul manifesto di un evento, nei segnavia e nelle targhe che raccontano i luoghi, nei libri di storia locale e nelle locali storielle di strada. Eppure da queste parti la lontra non c’è. OContinua a leggere “La lontra che non c’è”

WA(iting fo)R

“Pazzesco, Vladimir, chi l’avrebbe mai detto? Sta succedendo ancora!”“Succederà sempre, Estragon, ancora e ancora. Finché morte non ci separi. Tutti.”“Ma allora, Didi, la storia non ha insegnato proprio nulla!”“La storia da sola non è mica in grado di insegnarsi, Gogo.”“E a che servono millenni di errori e progressi?”“Non è la storia a insegnare, è chiContinua a leggere “WA(iting fo)R”

Rifiuti da un quarto di secolo

Ci sono date che ti si imprimono addosso e poi risuonano ogni anno come anniversari. Spesso incomprensibilmente e inconsapevolmente, a volte per ragioni che, prese in assoluto, appaiono del tutto inconsistenti.Ecco, a me capita con il 5 febbraio. Quasi imbarazzante nell’impersonalità delle sue ragioni, eppure capita.Ammetto che non sempre focalizzo subito le radici di questaContinua a leggere “Rifiuti da un quarto di secolo”

Bruno e il cane che salì sul Mulaz

“Com’è il sentiero? Possono farlo anche i comuni mortali?”“Ma sì, cosa vuoi che sia. Andate, è un bel giro. No come i soliti giretti che fate voi.”“Proprio fin su in cima in cima, a 2.900? Non è per montanari esperti?”“Ma no, figurati. Una passeggiata per tutti. Ascolta, poco dopo il passo Mulaz invece di scendereContinua a leggere “Bruno e il cane che salì sul Mulaz”

Silenzio di nebbia

“Guarda avanti. Cosa vedi?”“Nulla. Non si vede niente.”“Guarda meglio, dimmi cosa vedi.”Silenzio di aria infranta sul parabrezza e pneumatici che raschiano l’asfalto.Poi:“Vedo… nebbia, parecchia.”“Nebbia sì. Solo quella?”“E un po’ di strada.”“E basta?”“E basta.”Silenzio di motore a basso regime e qualche colpo di tosse.Poi:“Cosa fanno secondo te?”“Eh? Di chi parli?”“Delle cose che vedi.”“Della nebbia e dellaContinua a leggere “Silenzio di nebbia”

Seduti in magazzino

L’ampio corridoio di manovra come aula. Le casse di legno, a spina di pesce, come panche. Le scaffalature come sfondo scenografico. La prima volta, a ottobre 2020, si pensava fosse una circostanza straordinaria, destinata a rimanere isolata. La seconda volta, a luglio 2021, dava già l’impressione di tornare in un luogo famigliare, quasi fosse normaleContinua a leggere “Seduti in magazzino”

La direzione della sicurezza

Quando un consulente per la sicurezza viene chiamato in fabbrica di venerdì, tarda mattinata, a fine luglio, di solito è per qualche disgrazia. Perché luglio fa male, perché se non ci sono disgrazie c’è altro a cui dedicarsi, perché avere tra i piedi il consulente è un po’ una seccatura e lo fai venire soloContinua a leggere “La direzione della sicurezza”

Frequenze di Venere su scogli triestini

La via del mare si stende tra la riva adriatica e la prima schiera di palazzi continentali, con le facciate impettite a guardare il largo. Ai piedi i palazzi della prima schiera si frantumano in tende, insegne e tavolini, ormeggi per la gente appena oltre gli ormeggi per le imbarcazioni.Già la seconda schiera di palazziContinua a leggere “Frequenze di Venere su scogli triestini”

“Uèè, iuvenes”

“Uè” risponde al telefono la donna sulla soglia nella bottega. Altrove sarebbe “Pronto” oppure “Hello” o magari “Allô”. Qui, alla porta del negozio di profumi affacciato su Corso Garibaldi, basta “Uè”, asciutto e squillante, con una sola “e” accentata forte. Un suono che apre la conversazione come una parentesi, e il silenzio che segue èContinua a leggere ““Uèè, iuvenes””