C’è il tempo della scuola

C’è stato il tempo delle chiusure, dei primi protocolli anticontagio e delle serate ad aspettare l’estrazione degli ATECO: chi vince al lavoro e chi perde a casa, o viceversa. Tutti sapevano tutto e nessuno sapeva davvero. Tempo di conferenze in diretta, attese come le partite dei mondiali, e di autodichiarazioni pronte, “patente e libretto”, perContinua a leggere “C’è il tempo della scuola”

Barba e Alvise di ritorno dalla Croazia

Agosto 2020, tarda mattinata, da qualche parte nel Terzo Bacino: in mezzo al canneto viene intercettata una chiacchierata tra gabbiani, in lingua originale (in coda sottotitoli in italiano**).I gabbiani sono due, originari di Pellestrina e già noti alle autorità.“Dal vero, Alvise, no go mia capio parchè i se imucia tuti su par la riva deContinua a leggere “Barba e Alvise di ritorno dalla Croazia”

Migrazioni di categoria

È una giornata di inizio agosto, un’esemplare, inequivocabile giornata estiva, di quelle che si apprezzano molto o incombono molto a seconda di cosa c’è in agenda. Di quelle che spezzano l’umanità e le sue percezioni in due grandi categorie esistenziali: coloro che se la godono e coloro che se la soffrono.Io in agenda ho unContinua a leggere “Migrazioni di categoria”

From The Fat to ValleyHouse

A fermarmi è stato il cavallo nocciola, che beccheggiava lungo le stringhe del recinto. Aveva due complici, a dire il vero: la luce sbieca che lo avvolgeva e, sullo sfondo, la sottile fascia di trapasso tra il profilo scuro della campagna e la pennellata arancio del basso cielo.Il cavallo con i suoi complici mi haContinua a leggere “From The Fat to ValleyHouse”

Il cantiere della Madonna

È stato un cantiere difficile, di quelli in cui un coordinatore per la sicurezza fa fatica a mantenere alta e costante l’attenzione sul rispetto delle normative e sulla tutela delle persone. Ora che i lavori sono terminati posso dirlo: il cantiere della Chiesa di Madonna dei Prati mi ha messo a dura prova, c’era sempreContinua a leggere “Il cantiere della Madonna”

La Politica nel vuoto

Ebbene sì, mezzora strappata al flusso di una giornata di lavoro. Uno stacco, il salto di una battuta, un piccolo spazio di vuoto non previsto in agenda. E il vuoto, a lasciarlo fare, è bravissimo a riempire lo spazio. Fatto sta che a metà pomeriggio finisco il sopralluogo, salgo in auto, esco dalla rotatoria eContinua a leggere “La Politica nel vuoto”

“Cavacamisa” e gli eroi del ciclismo

Nella foto è quello al centro e si chiamava Giordano, come suo padre, ma lo sapevano in pochi. Per tutti, e per me, era Piero, perché era nato il 29 giugno, giusto un secolo fa, nel 1920, e benché quella data nel calendario sia dedicata a due santi si sa che Paolo viene sempre perContinua a leggere ““Cavacamisa” e gli eroi del ciclismo”

Luglio fa male

Quando si dicono queste cose in azienda c’è chi si affretta a toccare materiali e oggetti scaramanticamente appropriati, c’è chi ti addita come portatore di malasorte e c’è chi annuisce in silenzio confidando che riguardi sempre gli altri, ma lo dico lo stesso: A LUGLIO NEL LAVORO CAPITANO PIÙ INFORTUNI! Lo mostrano le statistiche eContinua a leggere “Luglio fa male”

Il Lido del Cinema

Bianco, vuoto, in disinteressata attesa, come lo schermo in sala fuori orario di proiezione.Così trovi il Palazzo del Cinema una mattina di giugno. Non sei lì per lui eppure lui, senza un cenno, ti trattiene. Ti aggancia con l’immobilità e col silenzio e, presto, arrivano loro. Arrivano come la corsa dei bisonti che, lontani nellaContinua a leggere “Il Lido del Cinema”

Rino guarda le montagne

Quando indica la direzione alza il braccio con un movimento simile all’effetto del vento sull’erba alta, l’indice appena incurvato. Il movimento aggancia il mio sguardo e lo spinge direttamente lassù, al Colle degli Alpini, non lungo tornanti e per sentieri, ma in linea retta, come se non fosse una meta da raggiungere ma un luogoContinua a leggere “Rino guarda le montagne”